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         IL PIGNORAMENTO DI CONTI CORRENTI E PENSIONI

              DA PARTE DI AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE

 

L'atto di pignoramento di Agenzia Entrate Riscossione non è un atto pubblico, come l'ordinanza di un giudice, ma è un atto di parte promanante dallo stesso creditore.

Se il pignoramento inviato dall'esattore ha un contenuto generico, come è di prassi, mancando l'indicazione della natura del credito azionato e delle cartelle non pagate, il pignoramento è  illegittimo, l'opposizione fattibile con relativo annullamento di tutta la procedura.

 

HOME BANKING E PHISHING

LA BANCA DEVE RISARCIRE IL DANNO

 

 

Nel caso di operazioni effettuate  con strumenti elettronici ( note come home bankng ) è compito della banca dimostrare la loro provenienza da disposizioni impartite " sine dubio " dal cliente correntista, adottando la diligenza del bravo banchiere ed utilizzando tutte le tecnologie idonee per evitare comportamenti fraudolenti da parte di terzi.

Solo nel caso in cui la truffa ( phishing ) sia partita proprio dal danneggiato, o il danno risulti conseguenza di una condotta colposa del cliente  o l'evento sia, in ogni caso, assolutamente inevitabile ed imprevedibile, la banca non è tenuta a risarcire il danno economico patito dall'utente      ( art. 2050 c.c. ).

La diligenza richiesta all'istituto di credito  ha carattere tecnico e deve avere come parametro la figura dell'accorto banchiere ( art. 1176, co. 2,    c.c. ).

In tal senso, Corte di Cassazione sez. VI - 1, ordinanza 12/04/2018 n. 9158.

 

 

 

 

 

 

L'AZIENDA SANITARIA PAGA SE CADI SUL MARCIAPIEDE SCONNESSO DEL PRONTO SOCCORSO

 

 

L'azienda sanitaria è responsabile  per la caduta di una signora determinata da un marciapiede sconnesso davanti al pronto soccorso.

Non rileva l'eventuale disattenzione della malcapitata, a meno che non sia riconducibile al caso fortuito, con la conseguente inesistenza del nesso causale tra il pericolo non rimosso e segnalato e l'evento.

Il comportamento colposo della danneggiata non esclude la responsabilità dell'ente per la mancata manutenzione.

Può influire soltanto  sull'entità del risarcimento.

 

Cassazione civile, III sez., Pres. Raffaele, sent. n. 4035, 16/11/2020.

CONTO CORRENTE IN ROSSO?

LA BANCA DIMINUISCE IL PLAFOND E BLOCCA LA CARTA DI CREDITO

 

E' fatto obbligo alla banca di comunicare, con almeno 30 giorni di preavviso e in forma scritta, come è espressamente contemplato dalle carte di credito classic e gold, la diminuzione del plafond ed il blocco della carta di credito al cliente correntista in rosso.

Non è sufficiente la telefonata o l'invio dell'estratto conto.

In tal caso, il comportamento dell'istituto di credito è senz'altro illegittimo.

Conforme, in questo senso, la decisione n. 702 del 05/02/2013, dell'arbitro bancario finanziario, collegio di Roma, presidente l'avv. De Carolis.

Per il riconoscimento dei danni patrimoniali e non, il correntista deve obbligatoriamente produrre idonea documentazione dei danni patiti, non basta una generica elencazione delle problematiche sorte a causa del comportamento contra legem della banca.

 

 

IL COLONNELLO E' SESSISTA:

CONDANNATO A DIECI MESI E VENTI GIORNI DI RECLUSIONE

PER INGIURIA E DIFFAMAZIONE

 

 

Il colonnello amava rivolgere epiteti volgari e allusivi alle soldatesse, con riferimenti espliciti alle loro fattezze femminili, determinando un clima di soggezione e di paura tra le destinatarie delle attenzioni sessiste.

Inutile il tentativo della difesa di qualificare il comportamento ed il linguaggio del colonnello  " come tipiche espressioni da caserma ".

Conseguente la pesante condanna detentiva ( Cass. sent. n. 8268 ).

I DIRITTI DEI DETENUTI

 

 

Ciascun detenuto ha diritto di disporre all'interno della cella di almeno tre metri quadrati liberi di spazio vitale, detratti gli arredi tendenzialmente fissi al suolo, tra cui i letti a castello.

Fattori compensativi, in caso di uno spazio vitale inferiore a tre metri quadrati, sono costituiti da un breve periodo di detenzione, dallo svolgimento di attività al di fuori della cella, dalle complessive dignitose condizioni carcerarie.

In  mancanza di queste opzioni, lo Stato incorre nella violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti, ex. art. 3 CEDU ( Corte Europea dei diritti dell'uomo ).

 

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 6551, ud. 24/09/2020, dep. il 19/02/2021.

I FURBETTI DEL COVID 19

 

 

Il Tar di Catania, decreto 12 febbraio, n. 102, ha stabilito che i soggetti che abusivamente, non avendone il diritto,  hanno ricevuto la prima dose di vaccino non hanno alcun diritto ad ottenere la seconda.

Il Tar ha rigettato il ricorso fondato sulla possibilità di un possibile danno alla salute o della necessità di ripetere l'intero ciclo di vaccinazione in caso di mancata somministrazione della seconda dose.

 

I Giudici amministrativi hanno ritenuto priva di qualsiasi evidenza scientifica la tesi dei ricorrenti.

RICHIESTA DI RICONGIUNZIONE PERIODI PENSIONISTICI

 

L'INPS NON RISPONDE

 

 

Perfettamente inutile attendere una risposta dall'INPS alla vs. richiesta di ricongiunzione di diversi periodi pensionistici.

In questo caso occorre inviare all'Istituto una diffida legale ai sensi della l. 241/90 e l.reg. 7/2019, chiedendo la definizione del procedimento amministrativo entro il termine di 30 gg.

Non illudetevi, l'Inps continuerà a non rispondere.

Tramite il numero verde, chiedete un appuntamento, preferibilmente accompagnati da un avvocato, con un funzionario riferendovi alla raccomandata inviata.

In caso di ulteriore, ostinato silenzio, avete due alternative:

adire le vie legali chiedendo un indennizzo per " il mero ritardo";

 

iniziare un'azione per il risarcimento del danno connesso all'omessa risposta colposa o dolosa dell' Inps.

NUOVE REGOLE BANCARIE DAL 2021 PER I DEBITI

 

Dopo i bonus, arrivano i malus.

Si chiama EBA il regolamento che disciplina le nuove soglie di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato per gli istituti di credito.

Nello specifico, un'esposizione di 500 euro per le imprese può integrare la qualifica di CATTIVO PAGATORE.

Per i privati basta un debito di 100 euro.

 

Un metodo esemplare per aiutare  gli imprenditori ed i cittadini ad uscire dal post Covid.

 

SEMPRE IN NOME DEL PADRE ?

 

L'ufficio stampa della Corte Costituzionale, comunicato del 14/01/2021, sta  scrivendo un nuovo capitolo sulla regola del cognome paterno.

La Consulta ha in corso di esame la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Bolzano, riguardo l'art. 262, 1° co., codice civile,  nel punto in cui non consente ai genitori di assegnare al figlio, nato fuori dal matrimonio, il solo cognome materno, superando l'obsoleta regola del  cognome paterno

La questione  riguarda non solo i figli naturali, ma può essere estesa al legittimo desiderio dei figli di mafiosi, di soggetti colpevoli di gravi fatti di sangue o semplicemente di violenze e maltrattamenti verso il coniuge, di mantenere esclusivamente  il cognome materno.

 

La problematica si allarga, conseguenzialmente, alla possibilità di conservare il doppio cognome, paterno e materno.